come un grido strozzato
che già sa di ruggine
come uno stridio di rondini
annerite in fretta sul cielo.
si staccano le parole
come l'intonaco vecchio
si sbriciolano in sillabe sciolte
irriverenti
a cercare un senso
come un atomo
aperto
sull'orizzonte
le strade si snodano
minacciose
davanti alla mia porta
di cartone
meglio lasciare le scarpe
nel corridoio
per inciampare
come i campanelli
per gli spiriti cattivi
mi hanno detto che ci vuole rigore
per fare salire i versi
ad occupare un posto
fra le stelle
ma forse
ci vuole solo
accettare lo squarcio
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